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Il dulcis in fundo della ricetta medio orientale

di CATERINA PIKIZ G.

Al-Assad, Syria, Voice of Right; Damasco, Siria, 2006; Caterina Pikiz Gattinoni

ESATTAMENTE un anno prima delle acute tensioni nella regione del vicino Oriente, ash-Shām, un anno prima della così chiamata primavera siriana, preparava a Ginevra un report per la Commissione Internazionale dei Giuristi:

Since its independence from the French mandate, Syrian State is a parliamentary Republic. The post-independence period was rocky, and a large number of military coups and coup attempts shook the country in the period between 1949 and 1970. The Baath Party has governed the country since 1963, although actual power is concentrated to the presidency and a narrow grouping of military and political strongmen. Syria’s current president is Bashar al-Assad, who won a referendum on extending his presidency for second term, garnering 97.62 percent of votes in 2007 and is the son of Hafez al-Assad, who held office from 1970 until his death in 2000. The Syrian republic was under Emergency Law, since 1963, while the present Constitution entered into force in 1973, on 13th March.

Upon assuming power, Hafiz al-Asad moved quickly to create an organizational infrastructure for his government and to consolidate control. The Provisional Regional Command of Asad’s Arab Socialist Ba’ath Party nominated a 173-member legislature, the People’s Council, in which the Ba’ath Party took 87 seats. The remaining seats were divided among “popular organizations” and other minor parties. In March 1971, the party held its regional congress and elected a new 21-member Regional Command headed by Asad. In the same month, a national referendum was held to confirm Asad as President for a 7-year term. In March 1972, to broaden the base of his government, Asad formed the National Progressive Front, a coalition of parties led by the Ba’ath Party, and elections were held to establish local councils in each of Syria’s 14 governorates. In March 1973, a new Syrian constitution went into effect followed shortly thereafter by parliamentary elections for the People’s Council, the first such elections since 1962. (…)

Dopo decenni di manifesta staticità, politica e giuridica, in questi ultimi mesi la situazione siriana pare del tutto messa in discussione e disposta a radicali cambiamenti. Centinaia di morti e feriti hanno denunciato e portato agli occhi della comunità internazionale l’evidenza del cambiamento in atto. Non sono possibili menzogne o silenti repressioni: oggi al-Ba’ath, oggi al-Assad devono rispondere. Le antiche potenze alleate si avvicinano agli oppositori e incrementano le priorità nell’agenda delle riforme, dalla questione israeliana all’alleanza con l’Iran, dal programma nucleare alla questione kurda, dal petrolio ai gasdotti verso ed oltre l’Iraq.

Dall’altra parte, Russia e Cina bilanciano le ostilità e offrono margini di speranza alle autorità in carica, che avvertono: l’intervento dell’Occidente nella Repubblica democratica siriana produrrebbe un terremoto nella regione, un nuovo Afganistan alle porte del Mediterraneo. Pubblica al-Jazeera, nella versione araba del 30 ottobre 2011, le testuali parole di al-Assad a The Sunday Telegraph: Volete vedere un nuovo Afganistan o nuove decine di Afganistan? La Siria è al centro della ragione mediorientale, non è paragonabile a Egitto, Tunisia o allo Yemen… Diverse situazioni, posizioni, Storie… (Alleanze)… I disordini in atto non sarebbero affare dell’Occidente, in quanto espressione di un confronto, contrasto fra islamisti e nazionalisti, laici, arabi.

L’ingerenza occidentale nel mondo arabo-musulmano, pertanto, se eventualmente e relativamente accolta dagli oppositori in svantaggio quanto a mezzi per fronteggiare i poteri istituzionali nella logica machiavelliana de il fine giustifica i mezzi, sarebbe in realtà espressione dell’ennesima azione politica, incongruente con quei valori di libertà e di autodeterminazione tanto elogiati e promossi proprio dall’Occidente medesimo.

di Caterina Pikiz Gattinoni, cpikizgattinoni@live.fr

30 ottobre 2011

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