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di The Post Internazionale

Dalla metà degli anni Ottanta a oggi gli obesi nel Regno Unito sono raddoppiati. Il primo ministro David Cameron cerca di risolvere il problema con una “Fat Tax”, già adottata in Danimarca, che attacchi il cibo spazzatura

GLI ultimi allarmanti dati sull’aumento dell’obesità nel Regno Unito spingono il primo ministro David Cameron a pensare a delle misure per combattere una “malattia” troppo spesso sottovalutata.

I numeri parlano chiaro: secondo quanto riferisce il Ministero della Salute, il 61,3 per cento degli adulti sopra i sedici anni e il 28,3 per cento dei ragazzi dai 2 ai 10 anni sono sovrappeso, mentre il 23 per cento degli adulti e il 14,4 per cento dei giovani sono obesi. Cifre impressionanti se si pensa che dalla metà degli anni Ottanta a oggi il problema dell’obesità è raddoppiato.

Questo per gli inglesi, però, potrebbe essere solo l’inizio. Secondo una ricerca del The Lancet infatti, entro il 2030, se non si corre subito ai ripari, in Inghilterra il problema dell’obesità potrebbe riguardare 23 milioni di sudditi di sua Maestà (48 per cento), con un incremento del 73 per cento di persone che, rispetto a oggi, soffriranno di questa malattia.

Le cause di quest’aumento vertiginoso delle percentuali sono ovviamente da attribuire a una dieta squilibrata e alla poca attività fisica. Con le catene di fast-food aperte 24 ore su 24 sette giorni alla settimana e la totale mancanza di un’educazione al mangiare sano, adulti e bambini si ritrovano a ingurgitare ogni giorno una quantità sproporzionata di grassi e zuccheri che il corpo riceve e non brucia a causa del poco moto, in un paese, dove perfino a scuola, lo sport è spesso poco incentivato.

Il problema che ne scaturisce è quindi un problema fisico, con gravi ricadute sul sistema cardio-vascolare, ma anche psicologico. Nel 2009, per l’appunto, sono stati spesi dal NHS (Sistema Sanitario Nazionale) 56,8 milioni di euro in farmaci che prevengono l’assorbimento di grassi da parte del corpo. Un aumento rispetto al 2000 (più 8 milioni di euro), dettato anche dal numero progressivo di persone che risentono socialmente del loro stato fisico. Sempre più giovani, difatti, si recano dal loro GP (medico di famiglia) con l’intento di ottenere quell’agognata ricetta.

Ad aggiungersi alla spesa dei farmaci, vi sono inoltre i costi prodotti dall’acquisto di materiale specializzato per malati in sovrappeso (lettini, sedie a rotelle e macchinari medici) e corsi per infermiere e infermieri su come assistere pazienti che soffrono di obesità. Questi vanno a costituire quei 5,1 milioni di euro annui spesi direttamente dal NHS per questo fardello. Secondo le stime, questa cifra sarà destinata a raddoppiare entro il 2050.

Da qui l’intenzione da parte del governo di porre un rimedio a questa piaga sociale, andando direttamente alla radice del problema, con una “Fat Tax” che attacchi il cibo spazzatura. Tassa già in vigore in Danimarca, primo paese al mondo a opporsi al consumo smoderato di alimenti dannosi per il corpo, che punta all’aumento dei prezzi di tutti quei prodotti che hanno nei propri ingredienti una quantità di grassi saturi superiore al 2,3 per cento.

In un recente intervento durante una serie di domande a una conferenza dei Tories (il partito al governo) a Manchester, Cameron ha infatti così espresso il suo pensiero: “Abbiamo un problema con la crescita delle percentuali dell’obesità? Certamente. Abbiamo una specie di avvertimento su cosa potrebbe succedere -guardate ad esempio in America- se non facciamo qualcosa alla svelta? Sicuramente. Bene, questo dovrebbe essere abbastanza per farci agire rapidamente. Non escludiamo nulla, ma guardiamo alle prove e all’impatto che tutto ciò potrebbe avere sulle famiglie.”.

di Giuliano Toffanin

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