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Hot dog & Ak-47: Ascesa e caduta di Yevgeny Prigozhin, il “cuoco di Putin”

Furto, rapina, aggressione. La storia di Yevgeny Prigozhin comincia così. Nato il 1 giugno 1961 a San Pietroburgo, allora ancora Leningrado, perde il padre da giovanissimo.

La madre, impiegata nella sanità, si risposa e il patrigno nota la sua passione per lo sci di fondo. Pur non diventando un atleta, nel 1977 si diploma presso un’accademia sportiva ma comincia a frequentare compagnie sbagliate. Tanto che nel 1979 viene condannato per furto a 2 anni e 6 mesi. La pena è sospesa ma è costretto a lavorare in un impianto chimico a Novgorod.

Poco dopo però torna a Leningrado dove, con una banda di tre criminali, compie piccoli furti, rapine e frodi, guadagnando ogni volta poche centinaia di rubli (all’epoca pari a uno stipendio medio mensile). Finché, nel 1981, viene condannato a 13 anni di carcere, di cui però ne sconta solo 9. Uscito nel 1990, con l’Urss al collasso, torna a casa dove, insieme al patrigno, vende hot dog con un furgone. «Guadagnavamo 1.000 dollari al mese», ricordò in un’intervista del 2011.

Ma le sue ambizioni erano ben altre. Nel 1991 ritrova il suo vecchio amico Boris Spector, che investiva soprattutto in gioco d’azzardo. Insieme gestiscono la prima catena privata di alimentari. Nel 1995 è tra i co-fondatori dell’Unione Nevskij, specializzata in ristorazione, insieme a Boris Spector, Igor Gorbenko and Mikhael Mirilashvili, proprietari del primo casinò di San Pietroburgo, il “Konti”. Mirilashvili in particolare era legato all’allora sindaco Anatoly Sobchak, che aveva Vladimir Putin come vice responsabile per il gioco d’azzardo e gli alberghi.

Ed è proprio in questo periodo, quando entrambi erano poco più che seconde file, che Prigozhin incontra l’attuale presidente. Nel 1996 poi comincia ad aprire i suoi famosi ristoranti, compreso il “New Island”, inaugurato nel 1998 su un barcone sul fiume Neva.

Qui, una volta arrivato al Cremlino, Putin riceverà prima Jacques Chirac nel 2001 e poi George W. Bush nel 2002. Da quel momento diventerà “il cuoco di Putin” arrivando a vincere commesse pubbliche milionarie: prima l’appalto per le mense scolastiche di Mosca, quindi quelli per forniture alimentari all’esercito e per la pulizia delle caserme (che in seguito perderà). Ma anche progetti immobiliari milionari, fast food e società di produzione e distribuzione cinematografica.

Ed è dai media che comincia il suo coinvolgimento in politica: nel 2013 fonda la Internet Research Agency (Ira), vera e propria “fabbrica di troll”. L’anno successivo poi scatta l’annessione illegale della Crimea e fonda la compagnia militare privata Wagner, i cui interessi dall’Ucraina si allargheranno anche all’Asia e all’Africa, fruttando altre centinaia di milioni di dollari. Un impero che gli ha consentito di sfidare Putin.

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