È Claudia Cardinale, bellissima e a piedi nudi in La ragazza con la valigia di Valerio Zurlini, l’immagine sul manifesto ufficiale della 17esima edizione del Bif&st, Bari International Film&Tv Festival, in programma dal 21 al 28 marzo, che inizia con un tributo alla grande attrice scomparsa nel settembre scorso, tra le figure più amate del cinema italiano e internazionale.
«Claudia Cardinale è un’icona degli splendori del cinema italiano nelle sue stagioni d’oro – ci dice il direttore artistico Oscar Iarussi – ma anche un simbolo indomabile del coraggio e della tenacia delle donne. Claudia Cardinale resta un’incarnazione, senza retorica alcuna, dei fervidi incroci culturali, artistici e sociali tra l’Europa e il Mediterraneo, che ispirano il nostro lavoro e non potevamo che dedicare a lei questa nuova edizione».
Anteprime
Il programma è davvero ricco con alcune anteprime assolute fra cui: Illusione di Francesca Archibugi con Michele Riondino e Jasmine Trinca, Nel tepore del ballo di Pupi Avati con Massimo Ghini e Isabella Ferrari, Il dio dell’ amore di Francesco Lagi che apre il Festival, il documentario Ritorno al tratturo di Francesco Cordio con Elio Germano, solo per citarne alcuni.
Tra i titoli internazionali spicca inoltre il nuovo film di Bradley Cooper Is this thing on? (È l’ultima battuta?) con Laura Dern e Will Arnett, commedia brillante su una coppia divorziata che si ritrova grazie alla stand-up comedy.
Tre titoli della nuova stagione del cinema europeo: Partir un jour (Allora balliamo) di Amélie Bonnin, commedia culinaria e sentimentale con accenti musicali, Köln 75 di Ido Fluk, che racconta la storia del leggendario Köln Concert di Keith Jarrette, La petite derniere di Hafsia Herzi con Nadia Melliti, che al festival di Cannes ha vinto la Palma d’Oro come miglior attrice.
“Lo svitato”
Inoltre il Bif&st partecipa alle celebrazioni del centenario di Dario Fo, promosse dalla Fondazione Fo-Rame, con un appuntamento speciale dedicato al Premio Nobel per la Letteratura, la proiezione de Lo svitato, pellicola del 1956 in cui Carlo Lizzani lo dirige nel suo unico film da protagonista in cui compare anche Franca Rame. Fo veste i panni di un fattorino che viene scambiato per un giornalista e che prende per oro colato tutto quello che gli dicono.
«Un’interpretazione che rimane forse l’unico esempio nel cinema italiano di una comicità del tutto giocata sul corpo che ricorda i grandi comici del muto», ci ha detto Jacopo Fo, che introdurrà la proiezione e che avrà anche un atteso incontro con gli studenti dell’università.
L’omaggio di Bari anticipa gli eventi dei 100 anni dalla nascita di Fo che si apriranno a Roma il 24 marzo, con un evento istituzionale al Ministero della Cultura e una grande serata al Teatro Sistina. «Sarà un omaggio corale che interroga il presente, attraversa linguaggi, generazioni e confini ed è indissolubilmente legato a Franca Rame – ha commentato Jacopo Fo – perché il centenario non vuole essere una commemorazione statica, ma un racconto vivo, che richiede anche la partecipazione del pubblico e il coinvolgimento di artisti».
Retrospettive
Le retrospettive di quest’anno al Bif&st sono dedicate a due autori del cinema contemporaneo in grado di raccontare la realtà in maniera nitida e di evocare la memoria in più generazioni di spettatori: Giuseppe Tornatore, premio Oscar per Nuovo Cinema Paradiso (film che intraprese il suo percorso artistico proprio a Bari ad EuropaCinema del 1988), e il regista Palma d’Oro franco- tunisino Abdellatif Kechiche.
«Puntiamo a rafforzare la nostra identità internazionale – dichiara Oscar Iarussi – con una particolare attenzione al cinema dell’Europa e del Mediterraneo. Tornatore e Kechiche parlano al cuore e alla coscienza del pubblico chiamato di volta in volta a confrontarsi con la realtà del presente o con le contraddizioni della storia. È un autentico onore avere la possibilità di allestire entrambe le retrospettive, di cui ringrazio sia Giuseppe Tornatore, che oltretutto è legato a Bari fin dagli anni giovanili quando mostrò al Centro Universitario Teatrale i suoi primi cortometraggi, sia Abdellatif Kechiche, il cui sguardo sull’immigrazione in particolare si lega fortemente all’identità del festival».
La retrospettiva di Giuseppe Tornatore ripercorre la sua filmografia con 14 titoli: Il camorrista (1986), Nuovo Cinema Paradiso (1988) che avrà una proiezione speciale con la colonna sonora eseguita dal vivo, Stanno tutti bene (1990), Una pura formalità (1994), L’uomo delle stelle (1995), La leggenda del pianista sull’oceano (1998), Malèna (2000), La sconosciuta (2006), Baarìa (2009), L’ultimo Gattopardo: ritratto di Goffredo Lombardo (2010), La migliore offerta (2013), La corrispondenza (2016), Ennio (2021), Brunello, il visionario garbato (2025).
«Sono felice di tornare a Bari – ha commentato Tornatore – Il Bif&st è un festival speciale, dove torno sempre volentieri, perché qui la cosa più importante è l’incontro diretto tra il pubblico e i film. E l’incontro con gli spettatori, soprattutto con i più giovani, sarà un’occasione per ricordare che la sala resta il modo più intenso di vivere un film».
La retrospettiva dedicata a uno degli autori più influenti del cinema europeo contemporaneo, Abdellatif Kechiche, propone una retrospettiva di 7 titoli: Tutta colpa di Voltaire (2000), La schivata (2003), Cous Cous (2007), Venere nera (2010), La vita di Adele (2013), Mektoub, my love – Canto uno (2017) e l’anteprima italiana di Mektoub, my love – Canto due (2025), l’atteso nuovo capitolo dell’opera totale di Kechiche che ci riporta nel Sud della Francia fra speranze e turbamenti della gioventù anni ’90.
Indie e pop
«Sono molto soddisfatto», continua il direttore Oscar Iarussi: «Per me la partecipazione al festival di opere di gran spessore internazionale che difficilmente arrivano nei cinema, è già un gran risultato. Si crede che con film indipendenti in lingua originale i cinema vadano deserti e invece le persone hanno fame, di novità e di bel cinema e a Bari ci sono le file per vederli. Proprio per dare una mano al cinema indipendente il festival inaugura una novità. Al premio come miglior film “Franco Cassano”, verrà aggiunto un contributo in denaro. Spesso film bellissimi, non trovano distribuzione, per questo ho voluto aggiungere alla targa, 5.000 euro a cui si aggiungono altri 5.000 euro destinati al distributore che dopo aver visto il film decide di distribuirlo».
Il Bif&st non disdegna neanche il suo figlio più popolare, nonché quello più snobbato da festival e premi, Luca Medici alias Checco Zalone.
«A Checco Zalone e Gennaro Nunziante va il premio Bif&st “Arte del Cinema” per l’eccellenza creativa. Ci tengo a dire che non è un premio botteghino, ma un riconoscimento al loro contributo al cinema italiano che è stato ed è rilevante, e che mi sembra sia arrivato il momento di riconoscere».




