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Ecco perché le vacanze estive 2023 sono le più care di sempre

Cos’è successo alle nostre vacanze? I prezzi sono esplosi quasi di colpo dopo la pandemia, gli scioperi dei trasporti e le cancellazioni last minute creano continuamente disagi, il sovraffollamento nelle mete turistiche trasforma strade, spiagge, e persino certi (ex) tranquilli sentieri di montagna, in concentramenti invivibili di carne umana. La situazione sta sfuggendo di mano. 

Secondo una ricerca condotta da YouTrend per conto di Wonderful Italy, azienda leader in Italia nella gestione di case vacanza, negli ultimi due anni è calato del 10% il numero di italiani che si concede le vacanze estive. Nel 2021 era partito il 71% degli intervistati, l’anno scorso il 65%, quest’anno meno del 62%. E fra coloro che restano a casa, sette su dieci spiegano che il motivo della rinuncia sono prezzi diventati ormai insostenibili.

Eppure, per l’industria dell’ospitalità – che vale 100 miliardi di euro all’anno – si profila una stagione d’oro, con 212,8 milioni di presenze in tre mesi, vale a dire circa 12,5 milioni in più rispetto all’estate 2022: un incremento trainato dagli arrivi dall’estero, che dovrebbero segnare +9,6% rispetto allo scorso anno.

Tra giugno e agosto si prevede un totale di 101,2 milioni di presenze straniere, un punto percentuale in più rispetto all’estate record del 2019, passata alla storia come la migliore del secolo. E non serve un premio Nobel dell’Economia per capire che, se la domanda sale a un ritmo più veloce rispetto all’offerta, i prezzi schizzano in alto.

Volare oh oh…
In certi rincari attuali sul fronte del turismo, tuttavia, sembra esserci qualcosa di più. Leggi: speculazione. Non a caso all’inizio di questo mese il  ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha chiesto al Garante per la sorveglianza dei prezzi Benedetto Mineo (meglio noto come “Mister Prezzi”) di convocare i rappresentanti delle principali compagnie aeree che effettuano voli nelle tratte nazionali interessate dai maggiori rincari.

Una mossa che peraltro, secondo l’Unione Consumatori, è arrivata troppo tardi, mentre il Codacons invoca addirittura ispezioni a tappeto nelle sedi italiane dei vettori e Federconsumatori registra tariffe sui voli low cost che ormai sono pari a quelle delle compagnie tradizionali.

L’Istat a maggio (ultimi dati disponibili) ha rilevato un’inflazione generale pari al 7,6% su base annua, ma i prezzi dei biglietti aerei sono aumentati in media 44% per i voli nazionali, del 43% per i voli internazionali all’interno dell’Europa e del 16% per le tratte intercontinentali (che già nel 2022 avevano subito un rincaro del 46%).

Secondo le simulazioni effettuate da Assoutenti, per un Roma-Olbia o per un Milano-Olbia con andata il 12 agosto e ritorno il 19 (e prenotazione effettuata con oltre due mesi di anticipo) una famiglia di quattro persone (due adulti e due bambini under 14) spende circa 800 euro. Per un Milano-Cagliari siamo sui 730 euro, per un Milano-Palermo sugli 818 e per un Milano-Brindisi sugli 845. In certi casi estremi – diventati virali nei mesi scorsi – volare in Sardegna o in Sicilia costa persino più che raggiungere New York.

…Pagare oh oh oh oh
Spostarsi in treno è leggermente più conveniente rispetto all’aereo. Ma i rincari corrono anche lungo i binari ferroviari, con aumenti stimati dall’Istat del 13% rispetto all’anno passato (quando già si erano registrati rialzi del 14%).

Quasi proibitivi, poi, sono i trasporti via mare: sempre secondo le indagini empiriche condotte da Assoutenti, nella settimana di ferragosto, due adulti e due bambini con auto utilitaria al seguito spendono fra andata e ritorno 1.462 euro sulla tratta Genova-Palermo, 1.331 euro per il collegamento Civitavecchia-Olbia, 1.030 euro da Livorno ad Olbia, 1.251 euro da Genova a Porto Torres, 747 euro da Civitavecchia a Porto Torres, 715 euro sulla Napoli-Stromboli e 624 euro sulla Napoli-Palermo.

Chi invece sceglie di fare una vacanza di sette giorni ad agosto su un’isola e noleggiare un’automobile sul posto deve mettere in conto un salasso (aggiuntivo rispettivo al costo del viaggio per raggiungere la meta prescelta) da almeno 402 euro a Olbia, 392 euro a Catania, 379 euro a Cagliari, 377 euro a Palermo e 373 euro ad Alghero e Brindisi. E parliamo di una semplice citycar o di una piccola utilitaria

Ventimila euro per 7 giorni
Non solo i viaggi, ma anche i pernottamenti in hotel o bed and breakfast hanno subito rincari monstre. Secondo un’indagine pubblicata a maggio da Assoutenti, le tariffe delle strutture ricettive sono salite in media del 15,2% rispetto all’estate dello scorso anno, con punte del 18% per alberghi e motel, mentre villaggi vacanza a campeggi costano l’11,1% in più.

In ciascun territorio i prezzi sono ovviamente molto diversificati, ma secondo l’analisi dell’associazione dei consumatori i rincari maggiori si registrano nelle città d’arte: il record spetta alla provincia di Firenze con rialzi in media del 43,2%, seguita dal 38% di Milano. A sorpresa al terzo posto si trova Campobasso (+28,9%), mentre al quarto posto c’è Venezia (+25,7%), al quinto Palermo (+25,3%) e al sesto Ferrara (+24,6%). A Roma, che il Times ha ribattezzato «the infernal city» a causa del caldo insopportabile di queste settimane, il rincaro è del 19,5%.

Solo in tre province, invece, le tariffe degli alloggi risultano più basse rispetto al 2022: è il caso di Caltanissetta (-5,8%), Viterbo (-5,3%) e Trapani (-4,1%).

Assoutenti ha anche sondato i prezzi richiesti in strutture a tre stelle (o equiparate) per la settimana di ferragosto ipotizzando il caso di una famiglia composta da due adulti e due bambini sotto i tredici anni. In valori assoluti, il conto più salato è stato presentato a San Teodoro, in Sardegna: 20.500 euro (ma la forbice è molto ampia, nella stessa località si trovano sistemazioni, sempre  a tre stelle, poco sopra i 1.300 euro). In Sardegna, peraltro, si trova anche la tariffa più bassa a livello nazionale: 798 euro, a Villasimius (dove il prezzo più alto registrato sfiora invece i 6.900 euro).

Nella Romagna ancora ferita dalla recente alluvione, un soggiorno con le stesse caratteristiche parte da un minimo di 991 a Rimini ma può arrivare a 19.656 euro in certi hotel di Riccione. A Rapallo, in Liguria, si trovano alloggi dagli 818 ai 7.443 euro. A Positano, sulla costiera amalfitana, si parte da un base di 4mila euro e si arriva a sfiorare i 12mila. In Calabria, invece, il prezzo massimo registrato è 5mila euro a Tropea. In Sicilia, a San Vito lo Capo, la forbice va da 1.200 a 8.700 euro. In Puglia, nella salentina Gallipoli, si parte da un minimo di 1.100 fino a un massimo di 9mila euro.

Spiaggia rovente
Anche concedersi un ombrellone e due sdraio in spiaggia rappresenta ormai una stangata per molte famiglie. Sempre Assoutenti ha indagato le tariffe vigenti in dieci fra le più frequentate località balneari da Nord a Sud per la settimana dal 30 luglio al 5 agosto. I prezzi più cari sono stati riscontrati ad Alassio, sulla riviera ligure di Ponente: sondando ventotto stabilimenti, si scopre che un posto in prima fila costa in media sui 385 euro, in seconda si scende leggermente a 336, in terza a 306 e in quarta a 288. Rispetto all’estate dell’anno scorso il rincaro registrato è del 2%.

Tariffe che scottano anche a Gallipoli, dove – su un campione di dieci lidi – la tariffa va dai 277 euro di una prima fila ai 259 di una quarta: prezzi che però, in questo caso, sono in linea con quelli applicati nel 2022. I rialzi più marcati sono stati registrati ad Alghero: nella cittadina sulla costa nord-occidentale della Sardegna si paga in media l’11% in più rispetto all’anno scorso; dai 219 euro di una prima fila ai 203 di una quarta. 

In base alla ricerca condotta da Assoutenti, invece, la località dove le spiagge a pagamento sono più economiche è Senigallia, nelle Marche: qui sette giorni in prima fila costano appena 150 euro, in seconda 135, in terza 130 e in quarta 122, per un incremento medio rispetto al 2022 che comunque vale il 4%. Abbordabili anche i prezzi di Anzio, sul litorale romano (da 166 a 155 euro, +3%) e Lignano Sabbiadoro, in Friuli Venezia Giulia (da 165 a 133, ma con un +9% rispetto all’anno scorso).

Stangata
Pur essendo uno degli ultimi piaceri che gli italiani sono disposti a sacrificare, la vacanza sta diventando insomma quasi un bene di lusso. Anche perché, come noto, i rincari sul fronte ferie si sommano a quelli della spesa quotidiana al supermercato, di una colazione al bar, di una cena al ristorante, senza dire dei tassi crescenti sui mutui. Ecco perché, come dice Furio Truzzi, presidente di Assoutenti, «l’estate 2023 sarà ricordata come la più cara di sempre».

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