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Il confine più pericoloso d’Europa: ora anche la Wagner si avvicina al corridoio di Suwalki

C’è un piccolo pezzo di terra, lungo meno di cento chilometri, in cui le difese della Nato hanno sempre tenuto la massima allerta, ed è proprio verso quest’area che, secondo il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki, un centinaio di miliziani della Wagner di stanza in Bielorussia starebbero muovendosi e valutando azioni di guerra ibrida contro la Polonia.

Il territorio in questione è il cosiddetto “corridoio di Suwalki” (pronuncia in italiano: “Suvauchi”), un pezzo di terra che separa la Bielorussia e l’exclave russa di Kaliningrad e lungo cui corre il confine tra Polonia e Lituania che si estende per appena 65 km che diventano 104 se si segue l’arcata del confine.

Questo corridoio è ritenuto un passaggio strategico fin dai tempi di Napoleone, ma l’aumento delle tensioni tra Nato e Russia gli ha attribuito un ruolo ancora più delicato, perché in un ipotetico scontro militare la sua occupazione da parte di Mosca congiungerebbe Kaliningrad alla Bielorussia e taglierebbe fuori le repubbliche baltiche da un confine terrestre col resto dell’alleanza atlantica. Molti ritengono quindi che nel caso in cui – facendo tutti gli scongiuri del caso – Nato e Russia dovessero mai venire alle armi in modo diretto, il corridoio di Suwalki sarebbe uno dei primi luoghi in cui si svilupperebbero le ostilità. La situazione è simile sotto molti aspetti a quella del valico di Fulda negli anni della Guerra Fredda: questo passaggio nel cuore della Germania, all’epoca divisa, era visto come un percorso facilmente percorribile dalle forze sovietiche in caso di scontro militare, e per questo la Nato aveva schierato nell’area un vasto contingente.

Una gita a Varsavia?
Per via della particolare situazione del corridoio di Suwalki, anche in questo caso sia la Nato che la Russia vi hanno stabilito una presenza militare più che rilevante. A Kaliningrad, ad esempio, ha base il quartier generale della flotta russa del Baltico e sono ospitate decine di missili Iskander con capacità nucleare, mentre proprio intorno alla città di Suwalki, in territorio polacco, sono presenti centinaia di militari statunitensi e un‘unità anticarro polacca, così come centinaia di militari tedeschi sono di stanza in Lituania. In questa situazione già di per sé tesa, si aggiunge la presenza delle milizie della Wagner stabilitesi nella vicina Bielorussia dopo il fallito ammutinamento. Secondo la Polonia, avrebbero raggiunto la città di Grodno, il principale centro a ridosso del corridoio su quel versante, e sarebbero pronti ad azioni ibride nella zona di Suwalki.

Le affermazioni di Morawiecki riguardo l’avvicinamento degli uomini della Wagner al territorio polacco arrivano poco dopo quelle del presidente bielorusso Lukashenko che, in visita a Mosca, aveva detto durante un incontro con Putin che gli uomini di Prigozhin sarebbero impazienti di “fare un viaggio” a Varsavia e Rzeszow. Frasi che stanno aumentando la tensione in un clima tutt’altro che sereno.

Per quanto a Occidente sulla possibilità di un attacco da parte della Wagner sembri circolare una certa prudenza, al tempo stesso c’è una certa attenzione intorno agli spostamenti della compagnia militare in suolo bielorusso, visto che non è chiaro a quanto ammontino le forze trasferitesi nel Paese dopo l’ammutinamento di giugno. Ad ogni modo, ogni attacco contro il territorio polacco o lituano farebbe scattare l’articolo 5 della Nato che garantisce la mutua difesa tra gli Stati membri: cosa succederebbe se a compierlo fosse un’entità non statale come la Wagner? Starebbe prima di tutto all’alleanza valutare se altri soggetti abbiano avuto un ruolo, in un terreno inesplorato e particolarmente pericoloso. Con l’auspicio che non sia necessario scoprirlo.

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