Eni Award: la scienza, energia del futuro

Valorizzare la ricerca e l’innovazione tecnologica nei settori dell’energia, dell’ambiente e della sostenibilità, promuovendo la collaborazione all’interno della comunità scientifica. Sono questi gli obiettivi alla base degli Eni Award, il premio riconosciuto a livello internazionale e giunto alla sua diciottesima edizione. La cerimonia di premiazione si è svolta il 29 ottobre al Palazzo del Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del Presidente del Consiglio di Amministrazione di Eni Giuseppina Di Foggia e dell’Amministratore Delegato di Eni Claudio Descalzi.


Visione e strategie
Continua dunque l’impegno dell’azienda a favore della sostenibilità e per l’accesso all’energia, in accordo con i 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Dall’istituzione di Eni Award nel 2008 ad oggi, la Commissione Scientifica, che valuta le ricerche candidate, ha visto la partecipazione di scienziati appartenenti ai più avanzati istituti di ricerca a livello mondiale, tra cui anche sei Premi Nobel.
In questa edizione sono state premiate ricerche che spaziano dalla riduzione delle emissioni alla tutela delle risorse naturali, dallo sviluppo di processi industriali a minore impatto ambientale al recupero e riutilizzo dei rifiuti. E ancora, soluzioni innovative nel campo della produzione e dell’accumulo di energia sostenibile e applicazioni dell’intelligenza artificiale in ambito industriale e imprenditoriale.
«Eni considera da sempre l’innovazione parte della propria identità. La ricerca e lo sviluppo, insieme alla tecnologia e all’evoluzione digitale, sono per l’azienda leve essenziali per trasformare il nostro modo di fare impresa e accompagnare la transizione energetica. Ogni riconoscimento dato alla ricerca può diventare un incentivo per sostenerne altra, innescando un circolo virtuoso capace di ampliare le opportunità e di guardare più lontano», ha dichiarato Giuseppina Di Foggia, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Eni.
«La ricerca e la tecnologia sono fondamentali per affrontare le sfide energetiche. Dobbiamo lavorare sulla transizione, ma anche sulla capacità di consumare meno energia e di trovare nuove fonti. Per questo dobbiamo investire nella ricerca, mettere risorse. Ma soprattutto dobbiamo ricordare che le risorse più importanti sono i ricercatori: persone che riescono a disegnare il futuro, che combattono per qualcosa che ancora non vedono, con una grande fede nella tecnologia, in se stessi e nell’umanità», ha detto Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di Eni.

Dalla chimica al riciclo
Nel dettaglio, il premio Transizione Energetica, uno dei tre riconoscimenti principali, che valorizza le migliori innovazioni per la decarbonizzazione dell’attuale sistema energetico, è stato assegnato alla Professoressa Véronique Gouverneur dell’Università di Oxford.
La sua ricerca ha aperto nuove prospettive nella chimica del fluoro, sviluppando processi più sicuri e sostenibili per produrre composti utilizzati nelle batterie, ma anche nei farmaci e nei prodotti per l’agricoltura. Queste tecnologie consentono di evitare la produzione di acido fluoridrico, riducendo i consumi energetici e l’impatto ambientale. Gouverneur ha inoltre dimostrato la possibilità di recuperare il fluoro dai rifiuti industriali, in un’ottica di economia circolare.
Il premio Frontiere dell’Energia, per ricerche che rivoluzioneranno il paradigma energetico del futuro, è stato assegnato alla professoressa Laura Gagliardi dell’Università di Chicago. Il suo lavoro ha permesso di sviluppare modelli matematici avanzati, basati sulla meccanica quantistica, che permettono di prevedere le proprietà dei materiali prima ancora di realizzarli in laboratorio.
Il suo lavoro si concentra sulla progettazione di materiali innovativi per l’energia e l’ambiente, tra cui strutture reticolari, vere e proprie «spugne molecolari» capaci di catturare l’anidride carbonica direttamente dall’aria e raccogliere acqua dall’umidità atmosferica. Questi studi contribuiscono inoltre a migliorare l’efficienza dei processi catalitici, aprendo nuove prospettive per lo sviluppo di tecnologie energetiche più sostenibili.
Il premio Soluzioni Ambientali Avanzate, dedicato a ricerche per la salvaguardia e l’uso sostenibile delle risorse naturali, è stato assegnato a John F. Hartwig dell’Università della California, Berkeley. Il suo contributo al riciclo della plastica si basa sullo sviluppo di un processo catalitico scalabile e sostenibile, che consente di scomporre il polietilene e il polipropilene, tra le plastiche più diffuse al mondo, nei loro componenti fondamentali, riutilizzabili per produrre nuovi materiali senza perdita di qualità. Un’innovazione che favorisce il riciclo circolare della plastica, riducendo i rifiuti, il consumo di materie prime fossili e le emissioni.

Giovani talenti
Per Eni è sempre molto importante sostenere le nuove generazioni di ricercatori. Per questo il premio Giovane Ricercatore dell’Anno è rivolto a quanti hanno conseguito il dottorato in università italiane. Tra i premiati Leonardo Magherini, del Politecnico di Torino, il quale nella sua tesi di dottorato ha studiato i meccanismi di trasporto di diverse tipologie di particelle presenti nell’acqua, che possono avere una duplice natura: rappresentare una potenziale criticità per l’ambiente oppure costituire potenti strumenti per la bonifica. Filippo Trevisi, del Politecnico di Milano, ha invece esplorato una nuova classe di tecnologia eolica, i ventoplani, velivoli vincolati a terra da un cavo, che volano velocemente lungo traiettorie circolari ad alta quota, utilizzabili anche laddove non è possibile installare turbine eoliche tradizionali.
I premi per la sezione Giovani Talenti dall’Africa sono andati quest’anno a Nosakhare Jeremiah Aigbedion del Pan African University Institute for Basic Sciences, Technology and Innovation in Kenya e a Gosego Keotshepile Mapula Sedikelo dell’Università del Sud Africa. Sedikelo ha sviluppato un metodo che utilizza gli ultrasuoni per recuperare litio, nichel e cobalto dalle batterie esauste, favorendone il riciclo. La ricerca di Nosakhare Jeremiah Aigbedion punta a sviluppare nuove leghe metalliche più resistenti e durature per migliorare l’accumulo di energia negli impianti solari a concentrazione e consentire la produzione di elettricità anche dopo il tramonto, favorendo un approvvigionamento energetico più stabile e sostenibile in Africa. Ai vincitori è destinato un premio per potenziare e arricchire la loro attività di ricerca durante il corso di dottorato che stanno frequentando presso le università di appartenenza. 

Startup, innovazione e bandi
La sezione Eni for Innovation, invece, premia i progetti innovativi sviluppati da ricercatori e tecnici di Eni e Versalis, nelle categorie della soluzione tecnologica e di quella digitale.
Particolarmente significativa è infine la Menzione speciale Eni Joule for Entrepreneurship, conferita da Eni attraverso Joule, la sua Scuola per l’Impresa. Il riconoscimento è rivolto a team, spin off universitari e startup ed è finalizzato a sostenere l’applicazione, la valorizzazione e il trasferimento delle tecnologie per lo sviluppo di un ecosistema dell’innovazione sostenibile.
Tre le startup che si sono maggiormente distinte. Alkelux, che produce un nanopolimero ecosostenibile impiegato come additivo nel packaging alimentare, valorizzando gli scarti della lavorazione agricola e contribuendo a rendere più sostenibile la filiera. Hypermeteo, che raccoglie, elabora e distribuisce dati e indici meteo-climatici certificati ad alta risoluzione, combinando informazioni osservative globali, IA e algoritmi proprietari per trasformare i dati meteorologici in valore digitale. E ancora Algae Scope, che propone alternative sostenibili ai PFAS (sostanze chimiche tossiche e inquinanti), trasformando le alghe marine in una polvere naturale e atossica in grado di rendere i tessuti e i materiali idrorepellenti e ignifughi.
Sono già aperti i bandi per l’edizione 2027 di Eni Award. Il termine per la presentazione delle candidature è fissato al 20 novembre 2026. Un impegno a 360 gradi, dunque, quello di Eni, per promuovere l’eccellenza scientifica internazionale, sostenere le nuove generazioni di ricercatori e incoraggiare l’innovazione tecnologica, favorendo così la decarbonizzazione, la tutela ambientale e l’accesso all’energia.

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